Non potare l’ulivo in questo periodo dell’anno: rischi di rovinare completamente il raccolto

C’è un momento, ogni anno, in cui davanti a un ulivo ti viene la tentazione di “sistemarlo subito”, forbici alla mano. L’aria è più dolce, le giornate si allungano, e sembra tutto pronto. Eppure proprio qui nasce l’equivoco che fa paura a tanti: non è “questo periodo” in sé a rovinare il raccolto, è il periodo sbagliato rispetto al tuo clima e allo stato della pianta.

La verità su inizio febbraio: quando è sicuro (e quando no)

Se vivi in un’area dal clima mite, l’inizio di febbraio può essere non solo sicuro, ma addirittura il momento ideale per la potatura secca di produzione. Il trucco è semplice, e molto concreto: devi essere dopo le gelate più dure e prima della fioritura.

In questa finestra l’ulivo è ancora in una sorta di riposo, cicatrizza meglio, e tu puoi guidarlo verso una primavera ordinata, senza stress inutili. È anche il periodo in cui la pianta “capisce” che deve prepararsi a produrre, non a sprecare energie in crescita disordinata.

I periodi che davvero possono distruggere la produzione

Se c’è un “non farlo adesso” che ha senso, riguarda soprattutto due momenti:

1) Autunno e inizio inverno (ottobre-dicembre)

Qui il rischio è sottile ma enorme. Tagliando in questa fase:

  • lasci ferite aperte proprio quando può arrivare il freddo vero
  • stimoli nuovi germogli che restano teneri e vulnerabili
  • fai consumare alla pianta riserve energetiche che le servono per superare l’inverno

Risultato: una primavera più debole, meno fiori, e quindi meno olive.

2) Tarda primavera ed estate (maggio-giugno)

Sembra un buon momento perché l’ulivo è “in forma”, ma è spesso il contrario. Intervenire tardi può:

  • ridurre la quantità di fiori e l’allegagione (cioè la formazione dei frutticini)
  • spingere la pianta a produrre troppa vegetazione, a scapito dei frutti
  • aumentare la suscettibilità a problemi sanitari, soprattutto in annate umide

A proposito, la parola che molti sentono nominare senza visualizzarla davvero è allegagione: è quel passaggio delicatissimo in cui il fiore diventa frutto. Se lo disturbi, lo paghi a raccolta.

Perché una potatura nel momento sbagliato “brucia” il raccolto

Quando si dice che puoi rovinare tutto, di solito si parla di tre meccanismi molto concreti.

  • Danni da freddo: i nuovi tessuti sono più sensibili, e una gelata anche non estrema può fare danni seri.
  • Squilibrio energetico: togliendo troppe foglie o rami nel momento sbagliato, la pianta entra in stress e risponde con succhioni (rami vigorosi e improduttivi).
  • Malattie: in periodi umidi, i tagli diventano porte aperte per funghi e batteri, soprattutto se gli attrezzi non sono puliti e i tagli non sono netti.

Errori comuni e cosa succede davvero (tabella rapida)

Errore comuneCosa innesca nella piantaEffetto sul raccolto
Potare in autunnoFerite esposte, germogli sensibiliCalo di fioritura, danni da gelo
Tagli drasticiStress, ricaccio vigorosoAlternanza produttiva, poche olive
Potare troppo tardi in primaveraInterferenza con fiori e frutticiniProduzione ridotta

Come potare bene a febbraio, senza pentirsene a ottobre

Se sei in zona mite e le gelate sono alle spalle, puoi procedere con una potatura “pulita” e moderata. Io la immagino come un lavoro di luce e aria, non di forza.

Punta a:

  • eliminare succhioni e rami verticali troppo vigorosi
  • sfoltire i rami che si incrociano e quelli che chiudono la chioma
  • evitare capitozzature e svuotamenti eccessivi, che creano solo stress

Un buon obiettivo pratico è questo: quando guardi la chioma, deve passare aria e un po’ di luce, ma l’ulivo non deve sembrare “spogliato”.

Il punto chiave: non esiste una data uguale per tutti

Il messaggio finale, quello che ti salva il raccolto, è semplice: febbraio è spesso il momento migliore, ma solo se il tuo ulivo non rischia più gelo significativo e non è già vicino alla fioritura. Se invece sei in una zona dove le gelate tardive sono una minaccia, conviene aspettare qualche settimana.

Così la potatura smette di essere una scommessa e diventa quello che dovrebbe essere: un gesto preciso che prepara un raccolto stabile, anno dopo anno.

Redazione Logistica News

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