Ti è mai capitato di guardare la tua sansevieria e pensare, “ma com’è possibile, era indistruttibile”? È una scena più comune di quanto si creda: foglie che cedono all’improvviso, base molle, un’aria triste che non ti aspetti da una pianta famosa per la sua resistenza. Eppure, quasi sempre, il colpevole è uno solo, e sta nel gesto più “premuroso” di tutti.
L’errore comune: troppa acqua, troppo a lungo
La sansevieria (la classica “lingua di suocera”) è una succulenta: immagazzina acqua nelle foglie e, proprio per questo, soffre quando il terreno resta bagnato. L’irrigazione eccessiva crea una situazione subdola: le radici rimangono immerse nell’umidità, l’ossigeno scarseggia, i funghi trovano il loro paradiso e parte il marciume radicale.
Il punto è che non serve annaffiare “spesso”, serve annaffiare “bene”. E soprattutto, raramente.
I segnali da non ignorare (prima che sia tardi)
All’inizio è facile confondersi: una foglia un po’ floscia può sembrare sete. Ma la sansevieria, quando ha troppa acqua, parla chiarissimo.
Ecco i sintomi principali:
- Foglie che si ammorbidiscono alla base, poi ingialliscono.
- Macchie scure (marroni o nere) e parti che sembrano marcire.
- Collasso improvviso delle foglie, come se perdessero struttura in poche ore.
- Odore di umidità stagnante dal terriccio, quel sentore “di cantina”.
- Nei casi peggiori, comparsa di cocciniglie, attratte da una pianta indebolita, con possibile melata appiccicosa sulle foglie.
Se riconosci uno o più segnali, non aspettare: il tempo è davvero la differenza tra recupero e addio.
Perché succede anche se annaffi “poco”: le cause secondarie
Qui viene la parte sorprendente: a volte non è solo quanta acqua dai, ma dove finisce quell’acqua.
Le due trappole più frequenti:
- Terriccio compatto: trattiene umidità come una spugna e soffoca le radici.
- Vaso senza fori di drenaggio (o sottovaso sempre pieno): l’acqua resta lì, silenziosa, e fa danni.
Poi ci sono aggravanti che accelerano il problema:
- Temperature basse, poca luce o shock termico (ad esempio vicino a una finestra fredda in inverno), perché la pianta consuma meno acqua e il terreno resta umido più a lungo.
Il consiglio definitivo del giardiniere: “radici prima di tutto”
Quando una sansevieria sta male per acqua, la soluzione non è “sospendere le annaffiature e sperare”. La soluzione è controllare sotto.
1) Estrai e ispeziona
Tira fuori la pianta dal vaso e guarda le radici:
- quelle sane sono chiare e sode
- quelle marce sono scure, mollicce, spesso maleodoranti
2) Pulisci e taglia senza pietà
Con forbici pulite rimuovi tutte le parti scure o molli. Meglio tagliare un po’ di più che lasciare marciume attivo.
3) Rinvasa nel modo giusto
Usa un terriccio drenante (mix per succulente) e aggiungi perlite per aumentare l’aria tra le particelle. Scegli un vaso con fori di drenaggio e metti il colletto leggermente sopra il livello del terreno, così resta asciutto.
4) Cambia regola di annaffiatura (questa è la svolta)
Annaffia solo quando il terriccio è completamente asciutto. Non “quasi”, proprio secco.
In inverno, spesso basta una volta al mese (a volte anche meno, se l’ambiente è fresco).
Per memorizzarlo, usa questa mini-tabella:
| Stagione | Frequenza indicativa | Controllo prima di bagnare |
|---|---|---|
| Primavera/Estate | ogni 2-3 settimane | terriccio asciutto in profondità |
| Autunno/Inverno | circa 1 volta al mese | asciutto totale, vaso leggero |
5) Posizione: luce sì, ma gentile
Mettila in luce indiretta vicino a una finestra. Evita il sole diretto molto caldo che può stressarla, soprattutto dopo un rinvaso.
Se è irrecuperabile: salva almeno una parte con le talee
Se la base è compromessa ma alcune foglie sono sane, fai così:
- Taglia una foglia integra.
- Lasciala asciugare 1 giorno (la ferita deve cicatrizzare).
- Piantala in terriccio leggermente umido, in zona luminosa.
- Aspetta: la sansevieria è lenta, ma sorprendentemente tenace.
Il finale che vuoi: una pianta che “torna su”
La sansevieria, parente stretta di molte piante da clima arido, è resiliente per natura, ed è anche per questo che l’errore dell’acqua inganna così tanto. Quando capisci che il vero amore è darle meno, e le offri drenaggio e aria alle radici, spesso la vedi riprendersi con una calma quasi ostinata.
E a quel punto, fidati, guardarla di nuovo dritta e fiera in salotto è una piccola soddisfazione quotidiana, come rimettere a posto una cosa importante. Una di quelle che non ti aspettavi di imparare grazie a una semplice pianta. E invece sì. Come spesso succede con la sansevieria.




