C’è un momento, durante il pasto, in cui alcuni cani sembrano trasformarsi: due secondi prima ti guardano tranquilli, due secondi dopo la ciotola è già vuota e tu ti chiedi se abbia davvero masticato. Se ti è capitato, sappi che non sei solo, e soprattutto che non è “solo voracità”: dietro c’è un mix di istinto, emozioni e, a volte, salute.
Perché il cane mangia così in fretta (anche se vive “in pace”)
Molti proprietari pensano: “Ma è figlio unico, chi dovrebbe rubargli il cibo?”. Eppure il punto è proprio questo: l’istinto non fa calcoli. In natura, la competizione è stata per secoli una strategia di sopravvivenza. Nella logica del branco, chi mangia più veloce rischia meno di restare a digiuno. Questa traccia resta, anche quando l’unico “rivale” percepito sei tu che ti avvicini alla ciotola, o il gatto che passa di lì.
A questo si aggiungono esperienze passate: un cane arrivato da un rifugio, da strada, o abituato a pasti irregolari può aver sviluppato la paura, molto concreta, che “oggi c’è, domani chissà”.
Le cause più comuni, dalla psicologia alla pancia
1) Istinto e competizione appresa
- Eredità del branco: la velocità come assicurazione.
- Ambiente: presenza di altri animali, bambini che girano, persone che “controllano” la ciotola.
- Abitudini consolidate: se da cucciolo mangiava accanto a fratelli, è facile che quel ritmo sia rimasto.
2) Stress, ansia e noia
Qui spesso la scena è questa: cane solo molte ore, poca attività mentale, e il pasto diventa l’evento più grande della giornata. Risultato? Eccitazione, ingestione rapida, poca masticazione. Anche l’ansia può accendere la modalità “ingoia e basta”.
3) Fame eccessiva o cibo troppo “facile”
Non è solo quantità, è anche “forma”. Alcune crocchette più sferiche e scivolose si ingoiano quasi senza denti, mentre quelle più strutturate (per esempio cilindriche) possono invitare a masticare.
4) Cause mediche da non sottovalutare
Se la voracità è improvvisa o accompagnata da dimagrimento, feci anomale o sete intensa, vale la pena pensare anche a:
- parassiti intestinali
- diabete
- sindrome di Cushing
- malassorbimento o carenze enzimatiche
- dieta non adatta che aumenta l’appetito
In questi casi, rallentare il pasto è utile, ma prima serve capire il “perché” biologico.
I rischi: non è solo una brutta abitudine
Mangiare troppo in fretta può causare problemi concreti, e alcuni anche seri:
- soffocamento o conati
- vomito subito dopo il pasto
- indigestione, flatulenza, pancia dura
- ingestione d’aria, detta aerofagia
- nelle razze predisposte, rischio aumentato di dilatazione gastrica e torsione dello stomaco, un’emergenza veterinaria
Se noti conati improduttivi, addome gonfio, agitazione e salivazione intensa dopo il pasto, non aspettare.
Come evitarlo: soluzioni pratiche che funzionano davvero
Ciotole anti-voracità e strategie “furbe”
Le ciotole anti-ingozzamento con scanalature o labirinti costringono il cane a cercare il cibo e rallentano l’ingestione. Funzionano bene perché non “puniscono”, semplicemente cambiano il gioco.
Alternative molto efficaci:
- spargere le crocchette su un tappetino o su un’area pulita del pavimento
- usare giochi dispensatori (puzzle feeder) per trasformare il pasto in attività mentale
Dividere i pasti (e abbassare la tensione)
Un pasto unico e abbondante può scatenare l’assalto alla ciotola. Meglio:
- due o tre pasti al giorno
- porzioni più piccole
- routine stabile, sempre a orari simili
La prevedibilità, per molti cani, è già metà della calma.
Regole e ambiente: piccole scelte, grande effetto
- separa i cani durante il pasto se c’è competizione
- crea un angolo tranquillo, lontano dal passaggio
- se dopo 10-15 minuti non ha finito, togli la ciotola, senza ansia e senza drama, così imparano che il cibo arriva in un contesto ordinato
Quando serve il veterinario
Se la voracità è nuova, estrema, o associata a sintomi (diarrea, perdita di peso, sete, fame insaziabile), la scelta più saggia è un controllo: escludere una causa medica ti fa risparmiare tempo e preoccupazioni, e al cane fa guadagnare benessere.
Alla fine, l’obiettivo non è “farlo mangiare piano” per principio, ma proteggerlo. Un pasto più lento significa meno aria, migliore digestione e meno rischio di guai. E, cosa non secondaria, anche tu torni a goderti quel momento, senza l’ansia della ciotola che sparisce in un lampo.


