Si parla spesso di problem solving all’interno di un’azienda. Ma cosa significa esattamente?

Problem solving è un’espressione inglese che vuol dire risoluzione dei problemi, ovvero la capacità di trovare la migliore risposta possibile in modo veloce e responsabile. Ma in cosa consiste precisamente il problem solving? Vediamo tecniche ed esempi pratici in ambito aziendale.

In un’azienda i problemi non sono mai un’eccezione, ma una regola. Gli ostacoli, piccoli o grandi, sono all’ordine del giorno e imparare a gestirli fa parte del gioco. È necessario quindi avvalersi di una o più figure professionali all’interno del team di lavoro, oppure affidarsi a personale esterno qualificato, come quello di Nikal Solutions, in grado di rispondere a tutte le esigenze di problem solving e proattività.

La prima regola: definire il problema

I problemi in cui ci imbattiamo quotidianamente sono tutti diversi gli uni dagli altri, quindi non ci sono soluzioni già pronte. Tutto ciò che occorre è una mente elastica e alcune tecniche o strategie per sviluppare le giuste soluzioni. Nel problem solving la prima regola è definire il problema. Prima di cercare la soluzione è importante analizzare attentamente la situazione e non confondere il sintomo con la causa. Successivamente, si andrà ad affrontare il problema attraverso vari step:

  • Mappe mentali: scomporre situazioni complesse in modo semplice per inquadrare più facilmente il problema e individuare le possibili soluzioni;
  • Brainstorming: generare idee che stimolano la creazione di soluzioni;
  • Scegliere le soluzioni migliori: selezionare le soluzioni che possono risultare più adatte alle aspettative di successo e più tollerabili in caso di fallimento;
  • Organizzare il piano: è la fase decisiva del problem solving. Portare a compimento la soluzione scelta. Bisogna organizzare il piano di risoluzione del problema, monitorarlo in corso d’opera e valutarne gli esiti e il successo.

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Alcuni esempi pratici di problem solving

Il problem solving è l’arte di trovare soluzioni. È una competenza trasversale, o “soft skill”, che comprende attributi caratteriali, abilità pratiche e comunicative spendibili in ogni campo. Vediamo alcuni esempi pratici di problem solving attraverso una situazione tipo in ambito aziendale. Supponiamo che ci sia un dipendente che vuole licenziarsi perché insoddisfatto. Cosa dovrebbe fare un professionista di problem solving?

  • Definire il problema: capire se riguarda un solo dipendente o se ci sono più dipendenti insoddisfatti;
  • Capire le esigenze della persona o delle persone coinvolte: le doti empatiche in questo caso sono fondamentali;
  • Elaborare delle soluzioni (brainstorming): le migliori saranno le più stabili, non quelle più sbrigative;
  • Ascoltare attentamente tutte le richieste, magari compilando una lista;
  • Gestire i conflitti: la soluzione migliore sarà quella che soddisfa gli interessi di tutti;
  • Affidare alle persone coinvolte alcune responsabilità per testare l’efficacia della soluzione trovata.

Avere un professionista del problem solving aumenta la serietà e l’efficienza dell’azienda, sempre al servizio del cliente.

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